Il Percorsi e vialetti in pietra: stepping
stones
Sarà capitato a chiunque abbia visitato un giardino giapponese
di percorrere gli affascinanti vialetti di pietra che sono un
elemento tipico e antico di questi magnifici giardini. Le pietre
(tobi), che apparentemente sono disposte in maniera casuale, seguono
in realtà ben precisi canoni estetici e di disposizione.
L'esigenza di un vialetto in pietra fu
inizialmente dettata dalla necessita di preservare il minuzioso
lavoro dei giardinieri fornendo allo stesso tempo un sicuro e
pulito appoggio ai visitatori. Solo in un secondo momento, con
l'avvento di una dimensione esclusivamente contemplativa del giardino,
le stepping stones sono diventate un elemento principalmente estetico
con la funzione di guidare il visitatore attraverso le diverse
aree e punti di interesse.

Posizionamento
Come vuole la tradizione, il percorso di
pietra inizia dalla sala del the. La sala del the è un
piccolo edificio in legno, con almeno 3 lati disposti verso l'esterno,
in cui si compie tradizionalmente il celebre rito giapponese del
the. La sacralità di tale cerimonia ha da sempre imposto
che anche l'approccio alla stessa sala seguisse una forma rituale,
ed ecco comparire la prima stepping stone. Essa si trova immediatamente
di fronte al'ingresso della sala, come luogo dove chi arriva può
farsi annunciare e depositare le scarpe prima di entrare.
Essa rappresenta il "turning point"
ossia il punto di divisione e collegamento tra luoghi che evocano
sensazioni molto diverse tra loro, una sorta di limbo neutrale
sede di transizione interiore. Uscendo dalla sala del the l'ospite
si sofferma sulla prima pietra, più grande, e si concede
il tempo per prepararsi al cambiamento. Da qui il percorso si
avvicina ai luoghi di interesse del giardino, mai in maniera diretta
e lineare, ma sempre compiendo movimenti curvilinei. Il volontario
allungamento del percorso aiuta il visitatore ad apprezzare quanto
la strada per l'equilibrio sia faticosa e mai scontata. Le pietre
scelte, sempre di dimensioni e forme diverse (ma sempre dello
stesso materiale), verranno poste a distanza mai uguale tra loro
con il baricentro lievemente scostato (in alternanza prima a destra
poi a sinistra) dall'immaginaria e definita linea che ne descrive
il percorso. La convivenza di ordine e disordine ancora una volta
sono sinonimi di armonia.
Il percorso di pietra non è mai
chiuso e non ritorna mai su se stesso, a simboleggiare un percorso
spirituale di conquista, e giunge ove una radura, un boschetto,
o un lanterna dominano un'area isolata e nascosta ad un osservatore
esterno al giardino.
Reperire il materiale
Reperire le pietre per un vialletto in
pietra giapponese è difficilissimo se si vuole essere fedeli
a quanto appena detto su varietà e alternanza delle forme.
Se si vuole effetuare la ricerca in natura o in una cava di pietra,
salterà immediatamente all'occhio che raramente la pietra
è completamente piatta su un lato e che spesso le pietre
con tale caratteristica, essendo enormi e pesantissime da trasportare,
andranno interrate con un grande dispendio di energie e mezzi.
Il compromesso occidentale è rappresentato da pietre semilavorate
in maniera grezza dalla forma sostanzialmente tonda o a forma
di macchia.
Si tratta di pietre solitamente in granito
chiaro di facile posizionamento che, date le caratteristiche di
omogeneità, vengono a definire un elemento che fa riferimento
al concetto di ordine e artificiosità di cui sarà
opportuno valutare l'impatto concettuale sul resto del giardino
e a cui sarà d'obbligo contrapporre un adeguata quantità
di elementi naturalmente disomogenei e irregolari (ad esempio
aumentando la quantità di isole di pietra irregolare o
accentuando la curvilineità del percorso stesso).
Una riflessione generale
Ho sempre pensato che la minuziosa attenzione
a questo elemento all'interno del giardino giapponese rifelettesse
un significato ancora più profondo rispetto alla sua importanza
geometrica e al suo ruolo nel bilancio tra ordine e disordine.
Il percorso in pietra è la dimostrazione
che la disciplina e la rinuncia per costruire il percorso che
giunge idealmente all'equilibrio sono di per se stessi un punto
d'arrivo tale che spesso è sufficiente percorrere con saggezza
la strada per essere già arrivati alla meta.
Andrea Zabiello
www.zr-giardinaggio.it